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SEO Fix ProPer le agenzie
Note legali

Privacy dell’estensione SeoFix Pro – Verifica posizione su Google

Che cosa legge l’estensione per il browser, che cosa manda e a chi, che cosa tiene nel tuo browser.

Versione dell’estensione: 1.3.2
Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2026

Chi è responsabile dei dati

Papini Giovanni (SEO Fix Pro)
Via Casa dell’Opera 2, 51034 Serravalle Pistoiese (PT), Italia
Partita IVA 01747070470
Email: studioweb360@gmail.com

Papini Giovanni è il titolare dei dati dell’estensione e del sito. Per i dati che l’agenzia mette nella dashboard (progetti, parole, posizioni, foto) il titolare è l’agenzia che usa la dashboard: SEO Fix Pro li tratta per suo conto, come responsabile del trattamento.

Indirizzo di questa pagina: https://seofixpro.it/privacy-estensione.html

In breve

SeoFix Pro guarda una sola cosa: la pagina dei risultati di Google della ricerca chiesta dalla tua dashboard. Da quella pagina prende la posizione del sito e una foto della pagina, e le manda alla tua dashboard. Non le manda a nessun altro. Non le vende. Non ti segue sugli altri siti. Niente statistiche, niente pubblicità.

Quando lavora

  • A mano: quando premi «Verifica nel browser» nella dashboard.
  • In automatico: solo se hai collegato il browser alla dashboard (vedi sotto). Allora, quando il browser è aperto, ogni pochi minuti chiede alla dashboard se c’è una verifica da fare, e la fa da sola, una alla volta. La fa in una finestra sua (in Firefox in una scheda in secondo piano), senza prendere il posto di quella che stai usando. Dalla 1.3.2, se accendi le verifiche nascoste nelle opzioni, la finestra è ridotta a icona.
  • Sulle pagine della tua dashboard (dalla 1.3.2) fa sapere solo che c’è: vedi «Che cosa manda, e a chi».
  • Mai sulle ricerche di Google che fai tu, e mai sugli altri siti.

Puoi mettere in pausa le verifiche automatiche, o scollegare il browser, dall’icona dell’estensione.

Il collegamento con la dashboard

La prima volta colleghi il browser alla dashboard con un codice. Il codice lo fa una persona dell’agenzia nella dashboard: ha 10 lettere, vale 15 minuti e una volta sola. Lo scrivi nell’estensione.

In cambio la dashboard dà all’estensione un gettone: una specie di chiave che dice «questo browser lavora per questa agenzia». L’estensione lo tiene nel browser e lo manda solo alla dashboard, a ogni richiesta. Il gettone non è la tua password e non dà accesso al tuo account.

La dashboard sa quale persona dell’agenzia ha collegato il browser (è lei che ha fatto il codice) e quale browser è (per esempio «Chrome»). Dalla dashboard il browser si può scollegare in ogni momento: da lì il gettone non vale più e le verifiche automatiche si fermano.

Che cosa legge

Sulla pagina dei risultati di Google della ricerca chiesta:

  • quali risultati sono normali e quali no (annunci, mappa, altri riquadri);
  • a che posto è il sito del progetto, in che pagina, e il suo indirizzo come Google lo scrive;
  • il luogo che Google scrive in fondo alla pagina (per esempio «Milano, Lombardia - in base all’indirizzo internet»). L’estensione non chiede la posizione del tuo telefono o del tuo computer;
  • se Google ha altre pagine.

Sulla pagina di controllo di Google («non sono un robot», indirizzo /sorry/) guarda solo se c’è, per fermarsi subito.

Sulle pagine della tua dashboard non legge niente: cerca solo il posto dove scrivere il suo segnale (dalla 1.3.2).

L’estensione non legge: le tue email, le tue password, i moduli che compili, gli altri siti che visiti, la tua cronologia.

La foto della pagina

Da questa versione la foto è accesa di serie: è la prova della posizione.

  • Che cosa c’è nella foto: solo la pagina dei risultati di Google della verifica, con il sito evidenziato. La barra del tuo account Google (la tua immagine del profilo e la tua iniziale) è nascosta prima della foto. Niente altre schede, niente altre finestre, niente altri siti.
  • Il permesso: per fare la foto senza un tuo clic il browser vuole un permesso in più. L’estensione lo chiede una volta sola, quando colleghi il browser, con la spiegazione. Se dici di no, le verifiche vanno avanti senza foto, e la dashboard lo dice («verifiche senza foto: concedi il permesso»).
  • Dove va: solo alla dashboard, insieme alla posizione.
  • Quanto resta: la dashboard la tiene 90 giorni, poi la cancella.

Che cosa manda, e a chi

Manda solo alla dashboard: all’indirizzo scritto nelle opzioni dell’estensione (di serie https://dashboard.seofixpro.it), o a un indirizzo che hai approvato tu, la prima volta, con l’indirizzo scritto per intero.

Per ogni verifica:

  • la posizione (o «non trovato nelle prime N pagine»), la pagina, quante pagine ha guardato, l’indirizzo trovato;
  • l’ora;
  • il luogo che Google scrive;
  • quale Google (per esempio www.google.it), se da computer o da telefono, la versione dell’estensione;
  • la foto della pagina, se hai dato il permesso;
  • per le verifiche a mano: un codice monouso che la dashboard ha messo nella richiesta (serve alla dashboard per riconoscere la verifica; vale 30 minuti e una volta sola).

Per le verifiche automatiche, in più:

  • il gettone del collegamento;
  • il nome del browser (Chrome, Edge, Opera, Brave, Firefox, Safari);
  • se la foto ha il permesso, e se l’estensione è in pausa;
  • quante pagine di Google ha guardato nell’ultima ora e nelle ultime 24 ore (solo i due numeri);
  • gli avvisi: Google ha chiesto di confermare che sei una persona, Google ha smesso di chiederlo, una verifica non è stata fatta;
  • dalla 1.3.2, se hai acceso le verifiche nascoste (e se allora le verifiche arrivano con la foto o senza).

Sulla pagina della dashboard (dalla 1.3.2): sulle pagine della tua dashboard (quella delle opzioni, o quella collegata) e su nessun altro sito, l’estensione scrive nella pagina «Estensione» la sua versione, il nome del browser e due impronte (dell’agenzia e del collegamento: dall’impronta il collegamento non si ricava). Serve a far dire alla dashboard se il browser che stai usando ha l’estensione ed è collegato. La pagina confronta le impronte nel tuo browser: non le manda alla dashboard né a nessun altro.

Come ogni sito, la dashboard riceve l’indirizzo internet (IP) della connessione. Lo usa per i limiti contro gli abusi e per la sicurezza. Il registro del server lo tiene per 14 giorni, poi lo cancella. Nei limiti e nel registro della tua agenzia (per esempio quando colleghi il browser) resta solo l’indirizzo accorciato (per esempio 93.40.12.0/24), che da solo non basta a riconoscere una persona: resta con gli altri dati dell’agenzia.

Non manda niente ad altri: niente statistiche, niente pubblicità, niente servizi di terzi.

Che cosa tiene nel tuo browser

  • Il gettone del collegamento, finché il browser è collegato.
  • L’indirizzo della tua dashboard e l’elenco degli indirizzi che hai approvato. Li vedi e li cancelli dalle opzioni dell’estensione.
  • I conteggi delle pagine di Google guardate, per stare dentro i limiti (al massimo 24 pagine all’ora e 120 al giorno). Restano nel browser: alla dashboard vanno solo i due totali.
  • Se l’estensione è in pausa, e se hai acceso le verifiche nascoste.
  • La verifica in corso, con il codice monouso: solo in memoria. Se ne va quando la verifica finisce, quando chiudi la scheda o il browser.

Che cosa fa la dashboard con i dati

La dashboard è il servizio della tua agenzia. Salva ogni verifica nella pagina della parola, con il nome di chi l’ha fatta (a mano) o del browser collegato (in automatico). Le foto si cancellano dopo 90 giorni. Per i dati salvati nella dashboard vale l’informativa della dashboard (la pagina Privacy).

Google

L’estensione lavora sulle pagine di Google nel tuo browser: per Google sono ricerche fatte da te, come quando cerchi da solo. Le verifiche automatiche, quindi:

  • se nel browser sei entrato nel tuo account Google, possono finire nella tua attività di Google, come le altre ricerche;
  • contano per Google come le tue ricerche. Per questo l’estensione va piano: una verifica alla volta, pause che cambiano (da 8 a 15 secondi fra le pagine, da 1 a 2 minuti e mezzo o più fra le ricerche), al massimo 24 pagine all’ora e 120 al giorno per browser.

Se Google chiede di confermare che sei una persona, l’estensione si ferma subito. Non prova mai a superare il controllo e non risolve i CAPTCHA. Te lo dice («Google chiede di confermare che sei una persona: aprilo e rispondi tu, poi riprendo») con un avviso e un punto esclamativo sull’icona. Riprende solo dopo che hai risposto tu, dopo 15 minuti di pausa; e per le 24 ore dopo guarda al massimo metà delle pagine all’ora.

L’estensione non manda a Google niente in più (il codice monouso sta in una parte dell’indirizzo che il browser non manda mai).

I permessi, browser per browser

Chrome, Edge, Opera, Brave

  • Archiviazione (storage): per il gettone, gli indirizzi, i conteggi delle pagine.
  • Scheda attiva (activeTab): se clicchi l’icona durante una verifica, per la foto di quella scheda.
  • Allarmi (alarms): per chiedere alla dashboard, ogni pochi minuti, se c’è una verifica da fare.
  • Notifiche (notifications): solo per l’avviso quando Google chiede di confermare che sei una persona.
  • Script (scripting, dalla 1.3.2): per far entrare il piccolo script del segnale solo sulle pagine della tua dashboard (vedi sopra, «Sulla pagina della dashboard»). Non dà avvisi all’installazione.
  • Le ricerche di Google (www.google.com/search e gli stessi indirizzi per .it .sm .ch .de .fr .es .at .pt .nl .be .si .hr .com.mt .co.uk, più la pagina /sorry/ degli stessi Google): per leggere la pagina dei risultati della verifica, e per accorgersi del controllo di Google.
  • Tutti i siti, facoltativo (<all_urls>): per la foto. Chrome lo mostra con la frase «Leggere e modificare tutti i tuoi dati su tutti i siti web» (in Edge e Opera una frase simile). È la frase che il browser mostra a ogni estensione che può fotografare una pagina senza un tuo clic, perché non ha un permesso più piccolo solo per le foto. L’estensione lo usa per la foto della pagina di Google della verifica e, dalla 1.3.2, per lo script del segnale sulle pagine della tua dashboard. Se alla foto dici no, il collegamento chiede il permesso solo per l’indirizzo della dashboard (puoi dire no anche a questo: la dashboard allora non vede questo browser, e le verifiche vanno avanti lo stesso).

Firefox

Gli stessi permessi. Il permesso facoltativo per tutti i siti serve a Firefox per fotografare la scheda in secondo piano. I permessi sulle ricerche di Google, in Firefox, si possono dover dare a mano: il collegamento della prima volta li chiede. Quando installi, Firefox ti mostra anche quali dati l’estensione manda (contenuto della pagina e luogo).

Safari

L’estensione sta dentro un’app per Mac («SeoFix Pro»), che si scarica dall’App Store. L’accesso ai siti lo dai tu nelle impostazioni di Safari (Impostazioni → Estensioni → SeoFix Pro): alle ricerche di Google per le verifiche, a tutti i siti per la foto. Safari non ha le notifiche delle estensioni: l’avviso di Google si vede con il punto esclamativo sull’icona e nella dashboard.

I tuoi diritti

  • Puoi mettere in pausa o scollegare il browser dall’icona dell’estensione, quando vuoi.
  • Puoi togliere il permesso per le foto dalle impostazioni del browser.
  • Puoi togliere l’estensione (in Chrome da chrome://extensions, in Firefox da about:addons, in Safari cancellando l’app «SeoFix Pro»): con lei se ne va tutto quello che teneva nel browser.
  • Per i dati salvati nella dashboard, e per chiedere di vederli, correggerli o cancellarli, scrivi a: studioweb360@gmail.com. Puoi anche fare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.

Cambi a questa informativa

Se l’estensione cambia quello che legge o manda, questa pagina cambia prima, con la data in alto.